Mente e Vita

Il Centro Studi Hansel e Gretel ha sviluppato la propria identità culturale, teorica e metodologica attraverso lo studio, il confronto e la rielaborazione delle correnti della psicologia, della psicoterapia e della psicoanalisi, interessate a valorizzare e praticare forme di interazione e sintesi tra competenze cognitive e competenze emotive, tra razionalità e vita emotiva (la psicoanalisi relazionale, la psicologia del trauma, lo psicodramma, la Gestalt, l’intelligenza emotiva di Daniel Goleman). Più recentemente, proprio seguendo il percorso intellettuale di Goleman, proponiamo un progetto di formazione e di ricerca culturale, mentale ed esperienziale, teso a fare interagire la psicologia occidentale con la complessa e ricchissima psicologia orientale e con ciò che può insegnarci riguardo alla conoscenza delle diverse polarità della mente, riguardo alle tecniche di meditazione per sviluppare la consapevolezza, la concentrazione e l’energia mentale e per contrastare le emozioni distruttive.


lunedì 1 giugno 2009

RESOCONTO DI UNA PICCOLA ESPERIENZA DI MEDITAZIONE CON I BAMBINI

Uscita scout Maggio 2007

Quest’anno, per questa uscita di Sezione,è stato scelto il tema : l’essenzialità.

La domenica mattina i circa sessanta lupetti presenti (hanno tra gli otto e i dodici anni) si cimenteranno in un appassionante gioco a tappe: saranno divisi in piccoli gruppetti di 7/8 ragazzini e seguiranno un percorso che li porterà ad impegnarsi, a rotazione, in una serie di giochi a tema, proposti ciascuno in un luogo diverso: le basi.

Per la mia base ho scelto il titolo: ciò che è essenziale per me, per stare bene.
Voglio provare a far trovare la risposta a questa domanda,proponendo un adattamento di una tecnica che ho sperimentato durante i week end di meditazione; una tecnica di visualizzazone guidata e prendo spunto da un libro che ho appena letto: “La Meditazione per i Bambini” di Fontana e Slack, edito da Astrolabio.

Le tecniche di visualizzazione, sono uno dei tanti modi che permettono di accedere progressivamente a livelli più elevati di consapevolezza e, richiedendo rilassamento, raccoglimento e attenzione, hanno anche la funzione di potenziare queste qualità. Nella visualizzazione guidata è previsto un maestro che accompagna i meditanti con un percorso fatto di parole da ascoltare, a cui essi associeranno immagini mentali.

E’ una mattinata di sole, tra adulti e ragazzi siamo più di duecento, le attività fervono in ogni luogo, dalla cucina, dove c’è chi prepara il pranzo, agli spazi fuori, dove tra giochi e costruzioni scout è un continuo movimento e vociare.

Trovo un posto in una camerata, accosto le persiane,creo uno spazio tra i letti a castello e dispongo una decina di coperte piegate per lungo sul pavimento, le metto a semicerchio intorno a dove starò seduta io. Al centro metto una candela accesa, ho portato anche un piccolo stereo e metto una musica di sottofondo.Ho chiesto alla giovane fanciulla che è venuta ad aiutarmi, di fare ogni volta l’esperienza insieme ai bambini, ho imparato che per loro è importante che si partecipi anche noi alle attività che proponiamo.
I lupetti arrivano a gruppetti di 7/8 , per ogni gruppo il tempo a disposizione è di 20 minuti. Dopo il primo gruppo, mi accorgerò di aver calcolato male i tempi e che 20 minuti sono proprio troppo pochi, facendo qualche taglio qua e là riesco poi a stare nei 30 minuti a gruppo.

Li accogliamo fuori della porta della camerata , li invitiamo a togliersi le scarpe e ad entrare in silenzio. Quelle poche coperte in semicerchio per terra, la stanza in penombra,la candela accesa e il modo con cui li accogliamo, li sconcerta: fuori c’è il sole, i giochi che hanno appena finito erano molto movimentati, avvincenti gare tra squadre rivali,giochi di destrezza e di manualità, qui c’è penombra, una musica rilassante,le parole sono misurate e accudenti.

Dopo averli fatti sedere, raccomando una posizione comoda, preoccupandomi che ognuno di loro trovi la sua,dovranno tenere gli occhi chiusi o , se aperti, lo sguardo sarà davanti a loro sul pavimento, sfocato.
Per prima cosa propongo un piccolo esercizio di osservazione del respiro, poi li faccio sdraiare e procedo con la visualizzazione. L’esercizio li accompagna in un luogo, scelto da loro, in cui si sentono felici e al sicuro e li invita ad esplorarlo.
Al termine della visualizzazione chiedo di scrivere o disegnare su un cartoncino la risposta alla domanda “cosa è essenziale per te per stare bene”.
Dedico un po’ di tempo alla condivisione, non pongo l’accento tanto sulle risposte che ciascuno ha trovato, a meno che emerga l’esigenza particolare di qualcuno a farlo, quanto sul modo con cui sono state trovate.
Al termine torniamo ad osservare il respiro per qualche momento e quasi in silenzio il gruppetto esce e ritorna al sole, al movimento e alle parole a voce alta.

Ciò che si sperimenta durante la visualizzazione, nasce dalla propria immaginazione e i bambini hanno potuto rispondere alla domanda cogliendo la risposta direttamente dall’esperienza appena conclusa.
Quel che mi pareva interessante era poter far loro scoprire l’immaginazione come qualità della mente a cui poter accedere per ricevere suggerimenti preziosi. Altrettanto importante era far loro sperimentare come il rilassamento, il raccoglimento e l’attenzione siano condizioni essenziali perché avvenga il processo.
I due brevi esercizi di attenzione al respiro sono stati un primo piccolissimo passo del percorso che passa attraverso la consapevolezza corporea e l’attenzione ai processi mentali per arrivare alla capacità di mantenere il contatto con la propria interiorità potendone cogliere tutta la profondità e la ricchezza.
In ultimo, ma non meno prezioso,è stata l’introduzione della pratica del non giudizio e dell’accettazione benevola dei contenuti della propria mente, che si insegnano ad applicare primariamente nei confronti di se stessi e che sono parte integrante di qualsiasi pratica meditativa.

Ogni gruppetto di lupetti è stato capace di rispettare la consegna dell’attenzione e del raccoglimento, grazie anche all’atmosfera particolare che si è creata, di grande rispetto per quello che si stava sperimentando.
I ragazzini hanno accolto quella mezz’ora di calma dedicata all’ascolto di sé, posta nel bel mezzo di una mattinata di giochi , con curiosità ed interesse, con stupore e piacevolezza .

Dicono Fontana e Slack nel loro libro “La meditazione può migliorare l’apprendimento, la memoria, la consapevolezza di sé, l’equilibrio emotivo, la capacità di attenzione, la creatività, e soprattutto la percezione dell’armonia e della pace interiori. La meditazione non trasformerà immediatamente i bambini in persone differenti, ma ha la potenzialità di perfezionare quanto di buono è in essi.”
(Anita Novaro)

1 commenti:

  1. Bene brava bis.I bambini hanno sempre più bisogno di avere questi tipi di stimoli.Io che lavoro con i bambini perchè sono infermiera in Pediatria da circa 12 anni e ne ho visti passare tanti. Oggi i bambini sono sempre più evoluti e noi adulti dobbiamo adeguarci.

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